Che calcio ci aspetta in Lega Pro ?

LegaProPallone.jpg~TA leggere bene tra le righe. Addentrandoci nell’argomento. Valutando attentamente le prospettive future. Sulla gestione finanziaria, sportiva ed agonistica. Scavando tra le difficoltà che coinvolgono tutte le società della terza serie. Emerge tangibile una realtà inconfutabile. La situazione attuale. Generale. Deve necessariamente considerarsi transitoria. Di assestamento. Per arrivare alla annunciata, attesa, indispensabile riforma dei campionati.
Perché?
Analizziamo in primis le classifiche. Quelle dei rettangoli di gioco, si badi bene. Recitano di campionati avvincenti. Per i risultati. Ma estremamente mediocri per la qualità messa in campo. Diverse tra le squadre di vertice. E non solo. Nei vari gironi. Hanno rinunciato all’ utilizzo degli under. Alcune anche con risultati scadenti. (Spezia e Alessandria su tutte, al momento). Sia in prima che in seconda divisione. Sarà soltanto la prosopopea di chi sa di poter spendere. O la una pessima interpretazione del messaggio trasmesso dalla Lega - Pro.  Che si identifica  come laboratorio di prodotto tecnico. Per le categorie superiori.
E’ certificato comunque che le gestioni extra large. Improntate non sulla programmazione. Ma solo per ottenere il salto di categoria. La B intesa come panacea finanziaria. Portano sovente a rovesci economici.
Gli esempi? Le partite ci consegnano una classifica che dobbiamo considerare soltanto virtuale. Ogni giorno di più. I regolamenti federali parlano chiaro. Non concedono sconti a chi sgarra. La Commissione Disciplinare agisce chirurgicamente e con freddezza. Le sanzioni sono diventate pane quotidiano. Gli ultimi comunicati pubblicati in Federcalcio recitano si del proscioglimento della Ternana. Ma recitano anche di ulteriori nuove penalizzazioni di Foligno, Como, Foggia, Pro Patria, Savona ed Ebolitana . Ad oggi, nei quattro gironi, si contano già 52 (!) punti di penalizzazione. A vario titolo. E siamo solo ad un terzo del percorso stagionale.
Attenzione. Sono ancora inadempienze della passata stagione. La Covisoc sta ancora controllando gli adempimenti iniziali di quella corrente. A metà novembre, inoltre, ci sarà lo step per stipendi e contributi sino a fine settembre. Qualche rumor si è già avvertito. Semplici scricchiolii, per carità. Non mancheranno però le sorprese. Al momento impensabili, ma reali. Lo confermerà il tempo.

Abbiamo scritto di realtà transitoria. In attesa della riforma dei campionati. La motivazione?

La seconda divisione non ha più motivo di esistere. Per due titoli. Il primo finanziario. Nella maggioranza dei casi non ci sono più spettatori. Non ci sono più sponsor. Scarseggiano i ricavi. Nella sostanza, non ci sono più risorse economiche. Si arriva sempre in affanno al termine della stagione. Lo dicono, a conferma, le penalizzazioni.
Il secondo tecnico. Ho assistito sovente a colloqui tra dirigenti di società e procuratori. Nel comporre le “rose” nel periodo estivo. Con i primi impreparati. Alla ricerca affannosa di ragazzi classe ’91. Da in inserire in squadra. ( Si perché i ’90 sono diventati “vecchi” d’improvviso, per regolamento.  E i ’92, quelli di prospettiva, sono rimasti nelle “Primavera” di A e B ). Per farli giocare a prescindere. Per attingere ai contributi del “minutaggio”. Con conseguente selvaggia utilizzazione di giovani. Molte volte non all’ altezza. Facendo credere a molti di loro di essere già calciatori. Ma che, in verità, calciatori non lo diverranno mai.
La seconda divisione. In definitiva. Ci rapporta a un campionato obsoleto. Tecnicamente scaduto. Che non potrà più dare risultati di prospettiva. E questa è la verità che non può essere smentita.

Ed allora?
Lega Pro a tre gironi da venti squadre. Dalla prossima stagione. In anticipo su progetto di programma?
Alla luce di quanto sopra accennato.  E di quanto sta materialmente accadendo. E’ più probabile di quanto si potrebbe immaginare. Sarebbe forse auspicabile. Per tutto il movimento. Principalmente se servisse ad evitare. Per una ricostituita e certificata solidità finanziaria delle società. L’ umiliazione  delle penalizzazioni. Divenuta, purtroppo, una costante sgradevole degli ultimi campionati.
Certamente si dirà. Riducendo l’organico e tagliando posti di lavoro non si risolve il problema. Ma di necessità si deve fare virtù. Lavorino le intellighenzie. Istituzioni di “palazzo” e asso calciatori. In armonia costruttiva.
Ormai. La crisi finanziaria coinvolge anche le aziende del pallone. I regolamenti federali, però, recitano di regole rigide. Regole che impongono controlli immediati. Che vanno rispettate. Nel corso dei campionati ed al momento dell’ iscrizione. Al rilascio delle licenze nazionali. Chi non ha i titoli finanziari, strutturali e organizzativi. Documentati. Resti pur fuori. Da subito.
Per rispetto di tutti. In primis per il popolo degli appassionati e dei tifosi. Senza dubbio al momento dubbiosi, confusi e delusi. Da penalizzazioni, scommesse e dintorni…

fonte : tuttolegapro.com

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