Salernitana, che domenica speciale

Dall’anniversario della fondazione alla finale di ritorno per la promozione
Breda, la sfida col Verona e il compleanno della società: «Una spinta in più per centrare l’impresa»
logosalernitanaminSALERNO «Siate affamati, siate folli. Forza ragazzi». È lo striscione che campeggia allo stadio Arechi vicino ai tornelli d’ingresso della tribuna, ben visibile ai giocatori che raggiungeranno lo stadio in pullman. Sarà il primo impatto col clima da finale, il secondo per il riscaldamento (stadio pieno: già ieri stabilito il primato stagionale di presenze nell’intera Prima divisione che oggi può essere incrementato ancor di più), il terzo al calcio d’avvio.
Compleanno È un giorno speciale per la Salernitana, fondata il 19 giugno 1919. Per la quarta volta gioca nel giorno del compleanno,ma per la prima è chiamata a un match in casa e di tale importanza. È anche la prima volta che le capita di giocarsi sul suo campo con una partita secca la stagione (e il futuro). «Siamo già belli carichi—osserva Roberto Breda —, questi elementi sono quel quid in più».
Rimonta Per riconquistare la serie B ci vuole una vittoria con 3 reti di scarto nei 90’ o con 2 nei supplementari. Una impresona? La piazza ci crede, la squadra anche. «A Reggio Emilia — rimarca Breda — dovevamo vincere e lo facemmo bene, ad Alessandria dovevamo segnare 2 reti e ne facemmo 3 negli ultimi 20 minuti. L’importante è creare azioni gol e sfruttarle bene».
Innesti vincenti Con le squalifiche giocherà una formazione nuova. Per Breda «ci subentra ha la stessa fame di vittoria, anzi di più». Irrobustiscono le esperienze vincenti. Iuliano ha vinto i playoff col Potenza, Murolo col Marcianise, Peccarisi con Ancona, Cesena e Torino. Si affiancano a Carcuro (Crotone), a Russo (Ancona) e Aurelio (Crotone).
 Aicovis Il servizio d’ordine prevede: piazzale del settore ospiti transennato con 2 fila di container, strade di accesso vietate anche ai pedoni, presidio dei cavalcavia dal casello autostradale di Mercato San Severino a Salerno. Arbitri, giocatori e raccattapalle in campo con la maglia dell’Associazione contro la violenza negli stadi.
fonte : gazzetta dello sport del 19/06/2011 di Giovanni Vitale

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