Pugno duro dell'Uefa: chi non denuncia tentativi di corruzione rischia la squalifica a vita

platini L’esecutivo della Uefa, riunito oggi a Nyon, decide per il pugno duro. Chi non denuncia qualsiasi tentativo di corruzione rischia la qualifica a vita. Scatta l’obbligo – insomma - per calciatori, allenatori e dirigenti di adoperarsi per evitare i casi di tentata corruzione: altrimenti le pene potranno prevedere fino alla squalifica a vita.

Il segretario generale della Uefa Gianni Infantino ha affermato che gli “organi disciplinari potranno cooperare più strettamente con le la polizia e le autorità politiche in caso di sospetti”. Cosa per la quale “abbiamo anche inserito l'obbligo per i giocatori e tutti i membri di club di denunciare qualsiasi tentativo di corruzione”. Chi non lo farà, potrebbe incorrere in una squalifica a vita, come auspicato ieri dal presidente dell'Uefa Michel Platini.

L'organizzazione calcistica “ha già squalificato a vita due arbitri per non aver riportato una proposta di corruzione. Con le nuove regole, anche tutti gli altri componenti del calcio rischiano lo stesso”, ha aggiunto Infantino. Nelle nuove regole è anche specificato che se un club è sanzionato al termine della competizione (o dopo una delle fasi) non si rigiocheranno le gare incriminate. “Ovviamente, se un club è riconosciuto colpevole di corruzione, gli si potrà togliere il trofeo a posteriori. Se la corruzione per una gara di girone della Champions League è avverata dopo la suddetta fase, il club colpevole verrebbe escluso e sostituito dalla formazione che lo segue in classifica nelle partite ad eliminazione diretta”.

17 giugno 2011

Redazione Tiscali

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