Salernitana, Pestrin parla solo in campo

Da tempo in silenzio stampa, il centrocampista è diventato il leader della formazione di Breda . Le incomprensioni con i tifosi sono state cancellate .

1Non è stato un gioco da ragazzi ripartire dalla Lega Pro dopo sette anni di serie B a buoni livelli, quindici presenze in A col Messina e la massima serie sfiorata ai playoff col Torino. Non è stato facile passare da capro espiatorio di ogni sconfitta a play inamovibile della Salernitana capolista, un lusso per la categoria. Pestrin c’è riuscito.
Si è ripreso le chiavi del centrocampo ed ha conquistato la fiducia di Breda perché è un calciatore di personalitá ed è diventato prezioso per gli equilibri tattici. Ricostruire il rapporto non è stato semplice: dopo il fine prestito coi granata del Nord, la Salernitana aveva provato fino al gong del mercato ad inserirlo in ogni trattativa e un giorno ad Eboli - il giorno dei catenacci al cancello per pendenze da sistemare con la societá che gestisce il Dirceu - s’era pure dimenticata di comunicargli il cambio di programma. Quel giorno, Pestrin ritornava dall’infortunio che gli aveva fatto saltare parte del ritiro e da allora la Salernitana non se n’è più privata. Sono più frequenti i confronti tattici con Breda.

E’ l’allenatore a cercarlo e a dargli consigli, specialmente durante la settimana. "Voglio che giochi play in un centrocampo a tre e gli lascio due riferimenti perché so che si trova a proprio agio", ha detto Breda qualche settimana fa. In campo Pestrin è un calciatore di temperamento e non disdegna la lotta: ferma gli avversari con le buone o con le cattive. Fuori dal recinto, invece, chi lo conosce - l’amico Gianluca che ha un’attivitá commerciale in cittá - lo descrive come un ragazzo pacifico e accomodante con tutti. Insomma un altro Pestrin, paziente finanche ai parcheggi ed agli incroci, quando s’imbatte in automobilisti imbranati.

Romano di Centocelle e romanista per fede calcistica, condivide la passione giallorossa con tutta la famiglia. Passione sfegatata. A tal punto che da ragazzino, quand’era tesserato col settore giovanile della Lazio e poi tornava a casa, gli capitava talvolta di provvedere da solo al bucato perché la mamma romanista si rifiutava. Pestrin da tempo non rilascia interviste. Dopo alcune incomprensioni con l’ambiente salernitano - luoghi comuni e critiche extracalcistiche inopportune - ha abbassato la saracinesca e preferisce far parlare il campo. Nei momenti di relax si gode la famiglia. A testimonianza di un gruppo solido, sono frequenti le serate trascorse in spensieratezza a casa, con le famiglie Murolo e Polito. S’aggrega pure Merino. Il peruviano, che abita a pochi metri da Pestrin, è un fan della cipolla: quando esagera col soffritto e le esalazioni arrivano al piano superiore, Pestrin fa toc-toc sul pavimento e Merino abbassa la fiamma del fornello.

Fonte: Pasquale Tallarino - La Città

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