Serie B e Lega Pro Più giovani in campo se volete i contributi

Ecco le nuove regole per allestire le rose e guadagnare

Vivai e casse ringraziano: ma c’è anche chi ha vinto...

di NICOLA BINDA

Non è una rivoluzione, perché queste regole già erano in vigore (più o meno) nell’ultima stagione. Ma in questo momento  con lo scempio azzurro ancora negli occhi è un segnale forte per rilanciare il vivaio nazionale e salvare le casse dei club. La Figc ha dato le indicazioni, le leghe le stanno sviluppando. E’ vero, manca un po’ di coordinamento tra le componenti, e con il tempo è auspicabile che le iniziative vengano articolate dalla stessa Figc (guardando anche ai Dilettanti). Ma intanto due grandi serbatoi come la Serie B e la Lega Pro fanno sul serio. Il messaggio per le società è: volete i contributi? Bene, allora mettete in rosa (e mandate in campo...) più giovani possibile. Altrimenti, nisba. Chi non rispetta l’indicazione non viene penalizzato, semplicemente non prende soldi. Qualcuno (pochi) forse ne può fare a meno,ma in tanti potranno sopravvivere.

In B

La Serie B prosegue nel percorso avviato due anni fa e ha rivisto le modalità di composizione delle rose. E’ un codice di autoregolamentazione sottoscritto dai club ma non ancora ufficializzato. In rosa ci potranno essere solo 19 «over»: gli altri dovranno essere quelli nati dal 1989 in poi (ma non in prestito secco: ci deve essere un diritto di riscatto, parziale o totale), due dovranno essere del 1988 (ma solo se già in rosa nel 2009-10) e fino a quattro potranno essere i «giocatori bandiera ». Questi ultimi prima dovevano essere stati tesserati tra i 14 e i 21 anni, ora possono essere under 30 che nel 2010-11 arrivano alla quarta stagione di fila di tesseramento nel club. Le società devono depositare una lista prima del campionato (22 agosto) e la potranno modificare fino alla fine del mercato (31 agosto), quando sarà depositata quella definitiva.

In Lega Pro

Anche la Lega Pro ha rivisto alcuni criteri. Le squadre di Prima divisione devono aver tesserato almeno 8 giocatori nati dal 1987 in poi; quelle di Seconda invece ne devono tesserare almeno 10. La novità è che in campo devono sempre andare, in Prima, almeno due nati dal 1989 in poi, e in Seconda almeno tre. La Lega farà rilevazioni dopo la 12ª giornata, dopo la 24ª e dopo la 31ª. I calcoli sono complicati e variano a seconda delle annate (per esempio, si guadagnerà di più con un 1992 che un 1987) e del piazzamento (maggiorazioni per le prime tre, riduzioni per le ultime tre) e comunque saranno considerati solo i giocatori con almeno 30’ a partita (oltre ovviamente ai due obbligatori). La grande beffa è arrivare alla 31ª giornata avendo sempre fatto giocare i due del 1989, e sbagliare una sostituzione a 1’ dalla fine: in tal caso si perdono tutti i contributi, compresi quelli già incassati nelle precedenti rilevazioni.

I conti Ma di quanti soldi stiamo parlando? In Serie B sono in ballo 5milioni a società: circa 2 sono relativi ai diritti tv (e quelli nessuno li tocca), altri 3 sono quelli per i giovani; l’importo anche in questo caso varia a seconda dei minutaggi e del piazzamento. In Lega Pro non ci sono cifre di riferimento, ma nell’ultima stagione le società più virtuose hanno incassato poco più di un milione di euro; qualcuna, invece, è rimasta a zero.

L’esempio

E se qualcuno teme che con tanti giovani scada la competitività, vada a chiedere a quelli del Cesena. Nel 2009 sono saliti in B incassando quasi 900mila euro (terza cifra su 36 club), adesso sono arrivati in A prendendone quasi 500mila (il massimo, visto che la Bprevedeva un tetto). Giovani, idee e passione: proprio quello che manca al nostro calcio.

fonte gazzetta dello sport del 05/07/2010

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