Salernitana, Lombardi si dimette per nascondere l'austerity‏

lomabrdi castori salernitana Ma l'ultimo show del patron granata non ha fatto effetto. Almeno non quello sperato. Anche perché in tanti si interrogano sul ruolo dal quali Antonio Lombardi si è dimesso. Nel comunicato non c’è una riga sulla possibile vendita della Salernitana Calcio 1919 nè si fa riferimento all’ingresso di un nuovo socio che potrebbe assumere presto la carica presidenziale. Non fa effetto perché in qualche modo c’era chi aveva già anticipato il patron. Perché papà Pietro, pur spingendo verso la cessione, aveva più volte ripetuto: “Difficilmente la cede”. Anche se ieri ha anche precisato: “Ha le scatole piene. Vorrebbe chiudere qui”. Già ma, nel contempo, ha già provveduto ad ingaggiare un allenatore, Roberto Breda, e confermare direttore sportivo Nicola Salerno.

Ci fosse stato un interlocutore nuovo avrebbe stoppato qualsiasi discorso. Questa mattina sarà presente alla stipula del contratto dei due nuovi “funzionari” (così li ha definiti sul sito). Magari spera di convincere la famiglia Melito ad affiancarlo. “C'è ancora qualcosa ribadiva ieri Pietro Lombardi. Penso anche altre trattative”. Già ma in questa fase chi si accollerebbe l’ingente esposizione debitoria del club granata? Dalla Faro Assicurazioni tutto tace o quasi. Ieri Enzo Mammato, trait d’union tra Andrea Melito e Lombardi, ha riferito ad amici: “La polizza per la fideiussione l’abbiamo fatta noi. Questo Lombardi dovrebbe dirlo”. Quasi a voler dire che i 130mila euro che il patron sostiene di aver sborsato siano stati garantiti da Andrea Melito che attraverso il brooker De Simone avrebbe anche indicato la compagnia assicurativa Hill con sede in Gibilterra. Toccherà, magari, al dimissionario presidente onorario, institore, amministratore di fatto smentire o confermare il tutto. Nell'operazione, tra l’altro, rientrerebbe la sponsorizzazione della Faro per il club granata.

La famiglia Melito sembra scettica, invece, su un ingresso concreto in società: “Bisogna vedere Melito”. Dello stesso avviso qualche ex socio della prim’ora del patron granata mentre Murolo ha seccamente smentito: “Bisogna dare atto che ha iscritto la squadra e sicuramente avrà compiuto uno sforzo non da poco visti i tempi”. La nota di merito arriva dall'ex amico socio ma non dalla piazza che, dopo un’annata così tormentata, non riesce a vederlo come “salvatore della patria” così come lui stesso si è definito nella lettera pubblicata sul sito della Salernitana Calcio facendo quasi intendere di aver avviato un nuovo lodo Petrucci Ma la sensazione è che il massimo dirigente abbia soltanto voluto mettere le mani avanti facendo capire a chiare lettere che non ci sarà la possibilità di allestire un organico di altissimo profilo per una pronta risalita in B. Ha preferito il colpo ad effetto più che dire una verità già conosciuta da chi non ha l’anello al naso.

Le dimissioni hanno finito con l'alimentare le speranze di chi spera in un ribaltone societario. Magari rischia di esserci un ribaltone dirigenziale (o un incidente diplomatico) visto che tra il ds Salerno ed il neo dirigente Casciello non sembra esserci gran feeling. Magari già oggi, in occasione del primo summit, ci sarà un acceso faccia a faccia. Che farà Lombardi? Qualcuno occuperà la poltrona del patron? Loschiavo, indicato come possibile papabile, ricoprirà l'incarico di direttore generale. Al momento non è dato sapere se presto ci sarà un più alto funzionario in grado. Carmine Longo, responsabile dell’area tecnica del Bologna, ha detto no a Merino: “Lo offrono ma non ci interessa”. Il ds salernitano avrebbe recitato un ruolo fondamentale nell’iscrizione del club: “Chiedete a qualcuno della società cosa ho suggerito. L'importante è che andato tutto bene”.

 

fonte : WWW.TUTTOLEGAPRO.COM

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