Sembrava un’assemblea del Borgorosso Football Club

Raffaele Schiavone

Sembrava un’assemblea del Borgorosso Football Club, con tutto il rispetto per Oronzo Canà al secolo il simpaticissimo Lino Banfi, la sceneggiata messa in atto ieri mattina da Antonio Lombardi e Vittorio Murolo nell’albergo sul lungomare, location tanto cara proprio al loro attuale nemico numero uno. Che triste mattinata, quella di ieri. Non conosciamo, nè vogliamo sapere i nomi, dei tanti consiglieri che circondano il Presidente, ma davvero sta messo male Lombardi nell’aver accettato di fare da protagonista a un simile spettacolo.

La tanto attesa conferenza stampa non è stato altro che un incontro con i tifosi, ovviamente i più delusi e arrabbiati per come sono andate le cose in questa stagione e per il futuro nebuloso che si prospetta all’orizzonte. Tanto «incazzati» da lasciare lavoro e famiglie pur di essere presenti all’evento tanto annunciato. Un incontro basato, in gran parte, sulla diatriba in atto da qualche tempo da parte della Salernitana con le istituzioni e, in particolare, con il sindaco De Luca. Accuse contro il primo cittadino responsabile, come ha affermato il laziale Murolo venuto a Salerno con l’aria del saputello pronto a insegnare come ci si comporta nella vita, «di non aver mantenuto fede agli impegni assunti». Oppure, come ha chiosato a fine assemblea lo stesso Lombardi «perchè a tutti quelli che presentano progetti vengono concesse le varianti, alla Salernitana no». Ci sorgono spontanee alcune domande che, forse, non avranno risposte ma che ci sentiamo in dovere di formulare: dove sta scritto che il presidente di un’azienda calcistica debba avere agevolazioni o ricevere favori (leggasi lavori) dalle istituzioni; perché bisogna indire un’assemblea pubblica per lanciare strali contro il primo cittadino e, sotto sotto, fare in modo che sul banco degli imputati salgano anche i giornalisti invitati, tra l’altro, dallo stesso padrone di casa che ben si è guardato dal tutelarli. Nè De Luca nè i giornalisti hanno scelto i nove allenatori alternatisi in queste quattro annate di gestione Lombardi sulla panchina granata; nè hanno acquistato cento e più giocatori senza che nelle casse della società entrasse un solo euro; nè hanno trascurato quello che dovrebbe essere il serbatoio di una società di calcio, il settore giovanile. Non sappiamo se all’indomani della fine dell’era Aliberti (a proposito, non ci risulta che l’ex patron abbia mai chiesto a De Luca o a chi per lui di piazzare i prodotti agroalimentari della sua azienda in città), qualcuno delle istituzioni avesse sollecitato Lombardi a prendersi questa gatta da pelare (la Salernitana appunto) promettendo in cambio mare e monti. Se ciò è avvenuto è stato un errore gravissimo proporre come accettare. Non ci risulta che De Laurentis a Napoli abbia ricevuto qualcosa in cambio dell’acquisizione della squadra cittadina. E così nelle altre piazze calcistiche. Lombardi, se non ha più interesse per la Salernitana, avrebbe fatto bene, ieri mattina, a lasciare il giocattolo nelle mani di altre persone oppure del sindaco De Luca. Invece, ha giocato al rialzo, proponendo addirittura l’acquisto del famoso «cavalluccio», idea che siamo pronti a scommettere qualsiasi cifra, non era nelle sue intenzioni lanciare ieri mattina. Speriamo che Lombardi si sia almeno tutelato, coprendosi le spalle con nuove alleanze a livello istituzionali. In questo caso, potrebbero aprirsi nuovi e rosei scenari sul futuro del club granata. Altrimenti, ora dovrà subire anche la reazione di chi è stato chiamato in causa in maniera così pubblica e indicato come responsabile di un probabile fallimento del progetto Salernitana. Insomma, uno spettacolo indecoroso, quello andato in scena ieri mattina, che dimostra come Salerno sia tanto lontana dall’Europa. Con tanti problemi che affliggono questa città (disoccupazione, milioni di euro regalati a architetti di tutta Europa per progetti mai realizzati o abortiti, la microcriminalità che rende invivibile la città, una raccolta differenziata dei rifiuti che sta mostrando troppe falle e rendendo sporca una città che della pulizia delle strade faceva il proprio fiore all’occhiello), Salerno ieri mattina si è quasi fermata per una squadra di calcio. Come è lontana l’Europa. Ps: Onore al merito per Angelo Fabiani, personaggio che concepisce un calcio lontano anni luce da come lo vorremmo noi. Ma è stato l’unico ieri a dimostrare di avere gli attributi: non ha abbandonato i propri datori di lavoro, ha assunto le responsabilità per tutti gli errori (molti) commessi in queste due stagioni e ha detto di essere pronto ad andare via se Lombardi e Murolo lo vorranno, nonostante un altro anno di contratto che lo terrebbe legato al club. Complimenti.

fonte ilmattino.it pubblicato il 11/06/09 di Raffaele Schiavone

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