Gli anni 50

1950-1951

La gestione tecnica di Crociani porta la Salernitana quasi al collasso. Viene esonerato e chiamato a sostituirlo Rudy Hidden dall'Arsenal di Londra. Da sottolineare in questo periodo anche l'ingaggio del primo giocatore turco nel campionato Italiano, Bullent Eken proveniente dal Galatasaray. Conquistando punti d'oro contro la Spal e sul campo spezzino la Salernitana si presenta a Catania senza timori, e pur perdendo è salva.

 

1951-1952

A metà campionato i granata si assestano a metà classifica. Totalizzando 8 punti nelle ultime sei gare si congedano dal proprio pubblico con il pareggio contro il Pisa a cui fà seguito l' 1-1 a Vicenza.

 

1952-1953

Nella prima di campionato ospita in casa il Messina; in questa occasione, il 14 settembre 1952, lo stadio viene intitolato a Donato Vestuti. In una sconcertante altalena di rendimento la Salernitana si ritrova in piena bagarre per la salvezza. Una serie di risultati positivi con Verona, Catania, Marzotto e Padova la fanno risalire in classifica. Con il Monza in casa a tre giornate dal termine conquista i punti che le valgono la matematica salvezza.

1953-1954

Dopo l'ultimo campionato mediocre la Salernitana ed il suo Presidente Ferro puntano sui giovani, squadra rinnovata e pronta alla nuova avventura. Non più esaltante dell'anno precedente riesce comunque a salvarsi per il rotto della cuffia dalla retrocessione.

 

1954-1955

A Luglio il Presidente Ferro rassegna le dimissioni e la Salernitana viene lasciata nelle mani del Commissario Prefettizio del Comune. Il 31 Ottobre 1954 la gara interna con l'Alessandria viene rinviata a causa dell'alluvione che si abbatte su Salerno nella notte tra il 25 e 26 Ottobre. La Salernitana è ultima in classifica a 11 pt. Incredibile la serie dei 14 risultati utili che la portano a centro classifica e alla salvezza. Pareggia a Parma e a Palermo, annienta il Marzotto, pareggia a Padova, vince di misura a Salerno contro il Pavia, pareggia a Treviso e con l'Arsenaltaranto, batte il Monza e pareggia con Messina e Como. La Salernitana si salva senza troppi patemi d'animo e chiude con una splendida vittoria sul Parma.

 

1955-1956

Inizio disastroso che si conclude in una triste condanna; una serie di risultati negativa fa intravedere inesorabile lo spettro della Serie C. Unica nota positiva della stagione è la vittoria sul Palermo nell'ultima giornata di campionato per 5-0.

 

1956-1957

Una crisi profonda della società fa rischiare la liquidazione della stessa che viene evitata con l'elezione dell'on. Carmine De Martino alla presidenza. Il campionato consacra il Prato prima della classe e la Salernitana alla caccia del secondo posto. Non serve vincere proprio in casa della capolista per superare il Lecco vittorioso a sua volta sul campo del Livorno; un solo punto le separerà a fine campionato. Un punto che vale la promozione per i lariani e la permanenza in C per i granata.

 

1957-1958

De Martino si dimette ed è di nuovo crisi. Tra polemiche e tensioni la Salernitana registra un'annata altalenante, niente di esaltante, finisce il suo campionato a metà classifica.

 

1958-1959

La crisi che attanaglia la società dall'anno precedente non dà tregua ai granata; il Comune affianca al barone Guariglia, nella gestione della società, l'assessore allo Sport Fulgione. Pareggia l'ultima partita con uno squallido 0-0 e conclude all'ultimo posto assoluto in classifica; questo campionato sarà ricordato come uno dei più disastrosi della storia calcistica della società.

 

1959-1960

Rinnovata la struttura per volere della piazza, il campionato della Salernitana non è certo migliore di quello precedente, finisce penultima evitando solamente una cocente retocessione.

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